LA FILOSOFIA DEL KI AIKIDO

Koichi Tohei (1920 - 2011)

Koichi Tohei nasce il 20 gennaio 1920 a Shitaya un distretto di Tokyo. Da ragazzo spesso malato e di debole costituzione, suo padre per cercare di sopperire a questo, decide di portarlo a fare una disciplina che in qualche maniera lo porti ad irrobustire il suo fisico debole e così decise per il Judo. Dopo un lungo e duro allenamento il suo fisico si sviluppò molto, ma subito dopo aver iniziato i suoi studi di pre-scuola presso la Keio University,  si sviluppò un caso di pleurite . Questo lo costrinse a non poter più continuare a praticare Judo. Infastidito dall’idea di restare privo della sua ritrovata forza fisica , decise di sostituire il Judo con la meditazione Zen e Misogi. Nonostante i suoi gravi problemi di salute si addentra nella formazione della mente con passione e in poco tempo guarisce dalla pleurite, di cui i medici non trovarono più alcuna traccia, lui convinto che è stato l’impegno nella formazione della sua mente ad averlo aiutato a guarire e recuperare dalla malattia. Questa esperienza lo porterà in seguito a sviluppare il Kiatsu, un sistema di trattamento con le dita che permette alla persona di guarire se stessi e gli altri. In seguito, ritorna ai suoi studi di Judo ma non sono più soddisfacenti per lui; vuole qualcosa di più ma nonostante tutto continua a praticare fino a quando inizia con l’ Aikido. Nel 1940, all’età di 19 anni, divenne istruttore di Judo, Shohei Mori, il suo maestro consigliò a Tohei di andare a conoscere il fondatore dell’ Aikido Morihei Ueshiba e provare questa nuova arte marziale. Praticando per la prima volta alcune tecniche con un istruttore presso il Dojo di Ueshiba, egli sollevò forti dubbi sull’efficacia e il valore dell’Aikido, anche quando entrò nel Dojo di Ueshiba ed iniziò a praticare con alcuni istruttori. Tohei non era ancora del tutto convinto, fino a quando Ueshiba chiese a Tohei di afferrarlo, nonostante i suoi molteplici tentativi non riuscì in alcun modo a fare questo. Dopo questa personale esperienza, chiese a Ueshiba di accettarlo come allievo . Tohei continuò ad allenare la sua mente e il suo corpo con la meditazione, Misogi e Aikido e restò con Ueshiba per sei mesi prima di essere inviato come rappresentante (Dairi) ad insegnare presso la scuola Shumei Okawa e l’accademia della polizia militare questo prima che Tohei fu classificato come un Kyu o Dan, Ueshiba presenta Tohei con il rango di 5° Dan dopo che Tohei aveva cominciato il servizio militare. Nell’ottobre 1942 Tohei Sensei come tanti altri giovani giapponesi, si arruolò nell’esercito imperiale e venne mandato come ufficiale in Cina e ci rimase fino alla fine della guerra nel 1946 . Secondo i rapporti delle autorità cinesi, Tohei ebbe la tendenza di trattare bene i soldati cinesi catturati e questo portò i cinesi a evitare di attaccare la sua unità durante gli attacchi. Quindi Tohei lasciò la Cina senza aver perso nessun soldato. Tornato in Giappone riprese i contatti con il suo maestro Morihei Ueshiba. Nei primi anni del dopoguerra, Tohei diventa una delle figure più autorevoli per la diffusione dell’Aikido e uno delle colonne della HOMBU DOJO AIKIKAI. Nel 1952 venne promosso 8° Dan da Ueshiba e nel 1953 venne mandato alle Hawaii su invito del Nishi Hawaii Kai e ci rimase per un anno. Ritornò alle Hawaii nel 1955, rimanendo ancora per un anno. Nel maggio 1956 divenne SHIHAN BUCHO (responsabile del personale docente) presso l’Aikikai e torna alle Hawaii nel 1959. Nel maggio 1960, Tohei venne promosso al grado di 9° Dan e Ueshiba fu invitato alle Hawaii per partecipare all’apertura del Dojo Honolulu Aikikai. Nel 1961, Tohei lo accompagnò, e ci restò fino a marzo 1962. In seguito, viaggiò negli Stati Uniti e nei paesi europei in numerose occasioni. Scrisse numerosi libri sull’Aikido in giapponese e inglese. Ebbe grande influenza sui metodi di insegnamento adottati negli Stati Uniti è fu uno dei pochi maestri giapponesi in grado di parlare molto bene l’inglese. Nel 1970, l’anno dopo la morte di Ueshiba, a Tohei gli venne ufficialmente assegnato il10° Dan. Il tentativo di usare il suo metodo di insegnamento nell’Aikikai Hombu Dojo non ebbe grande successo e allora nel settembre del 1971 fondò la KI NO KENKYUKAI (Ki Society) . Il 1 ° maggio 1974, rassegnò le sue dimissioni all’Aikikai Hombu Dojo. Al tempo stesso, fondò lo SHIN SHIN TOITSU AIKIDO (Aikido con mente e corpo coordinati). Il 15 maggio 1974, inviò una lettera in giapponese e in inglese a centinaia di capi Dojo in Giappone e all’estero, per spiegarne le motivazioni delle sue dimissioni dall’Aikikai Hombu Dojo.

 

 

La nascita del KI Aikido  

Dopo le dimissioni dall’Aikikai Hombu Dojo, Tohei sviluppò la propria indipendenza sia nazionale che internazionale. Nel 1978 alcuni maestri italiani di Aikido tra cui Renata Carlon, Bruno Maule, Giovanni Gioconto, Mario Peloni e Giuseppe Ruglioni, incontrano nel suo primo stage europeo Koichi Tohei egli osservò che erano molto interessati al suo insegnamento, allora decise di mandare in Europa un suo allora giovanissimo e promettente allievo, Kenjiro Yoshigasaki. Naturalmente già parecchi anni prima, nel 1955, un giovane francese André Nocquet era stato a Tokyo, allievo diretto di Morihei Ueshiba e aveva importato in Europa i principi della disciplina contribuendo rapidamente a diffonderli secondo modalità di interpretazione che avevano attratto sin dai primi anni settanta, anche alcuni maestri italiani, ma dalla fine degli anni settanta, è stato Kenjiro Yoshigasaki a curare lo sviluppo del KI Aikido in Europa e a mostrarne le ulteriori possibilità di sviluppo non solo in senso tecnico. Koichi Tohei morì il 19 maggio 2011.

Kenjiro Yoshigasaki (1951 - 2021)

Kenjiro Yoshigasaki nasce nel 1951 a Kagoshima (Giappone). All’età di 10 anni iniziò a praticare Yoga. Più tardi iniziò la pratica dell’Aikido e di molte altre Arti Marziali. Ha studiato Buddismo Zen, Nuovo Shintoismo, Cattolicesimo e Islamismo.
Nel 1971 in India, dedicò un anno allo studio dello Yoga.
Istruttore di Aikido nel 1973, dal 1977 insegnò Ki Aikido in Europa, e fu responsabile di oltre 120 Dojo e 4.000 studenti in Europa, Sud America e Sud Africa. Kenjiro Yoshigasaki dopo il ritiro dall’insegnamento di Koichi Tohei Sensei per questioni di salute, intraprese una via autonoma rispetto alla sua scuola, mantenendo i fondamenti della disciplina e l’impostazione tecnica originaria. “Quando comprendo la mia natura, comprendo la natura delle altre persone. Quando guardo profondamente in me stesso, vedo che non voglio combattere e che voglio pace e armonia, così dichiarò Kenjiro Yoshigasaki nell’epigrafe posta sulla copertina del suo libro, Viaggio interiore di uno straniero; un volume che volutamente evita di presentare le forme “tecniche” della disciplina.
Ancora sulla via di una costante evoluzione la riflessione sull’Aikido di Yoshigasaki, tende a concentrare l’attenzione su quanto nel modo di praticare l’Aikido, è legato a tutt’oggi al principio di dover praticare una “tecnica”: “Tecnica significa fare qualcosa di differente da ciò che stai già facendo, per arrivare alla tua destinazione in modo armonioso. E’ un concetto che si applica anche ai cambiamenti nella vita. Naturalmente, vuoi cambiare certe cose nella tua vita, ma spesso succede che hai difficoltà di farlo. Questo ti fa sentire frustrato e disperato. Per rimediare a ciò devi sapere come usare la seguente tecnica di meditazione. Devi, per prima cosa, rinunciare al desiderio di cambiare e decidere che vuoi vivere per sempre senza cambiare. Qualcosa cambierà al tuo interno e questo cambiamento produrrà altri cambiamenti. Finalmente, cambierà la tua vita intera, compresi probabilmente i cambiamenti che volevi all’inizio. Kenjiro Yoshigasaki si è spento il 12 febbraio 2021.

           

“Attraverso i miei cinquant’anni di insegnamento dell’Aikido, ho trovato che l’elemento più importante è l’amore ed il rispetto. Se seguite me, allora seguite la via dell’amore e del rispetto”.

Kenjiro Yoshigasaki Sensei  

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